Produzione nelle costruzioni e costi di costruzione

Produzione nelle costruzioni e costi di costruzione

Produzione nelle costruzioni e costi di costruzione

Posted on aprile 20, 2016 by in Marketing with no comments

Con l’obiettivo di offrire una lettura più completa delle dinamiche in atto, a partire da oggi l’Istat diffonde un unico comunicato mensile su produzione e costi di costruzione. Questo nuovo rilascio integra le informazioni in precedenza diffuse separatamente. Per gli indici dei costi di costruzione oggi sono resi disponibili i dati di gennaio e febbraio 2016.

A febbraio 2016, rispetto al mese precedente, l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni registra un incremento dello 0,3% mentre gli indici di costo del settore segnano una diminuzione dello 0,3%, sia per il tronco stradale con tratto in galleria sia per quello senza tratto in galleria; rimane invece invariato l’indice relativo al fabbricato residenziale.

Su base annua, a febbraio 2016 l’indice della produzione nelle costruzioni corretto per i giorni lavorativi aumenta dello 0,3% (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di febbraio 2015).

Sempre su base annua, l’indice grezzo della produzione nelle costruzioni aumenta del 5,3%. Cresce in misura più lieve anche l’indice del costo di costruzione di un fabbricato residenziale (+0,6%), mentre diminuiscono, rispettivamente dell’1,4% e dell’1,8%, gli indici del costo di costruzione di un tronco stradale con tratto in galleria e quello senza tratto in galleria.

A febbraio 2016, alla variazione tendenziale dell’indice di costo del fabbricato residenziale contribuiscono l’aumento del gruppo di costo Manodopera (+0,9 punti percentuali) e la diminuzione di quello Materiali (-0,3 punti percentuali).

Il contributo maggiore alla diminuzione tendenziale degli indici dei costi di costruzione dei tronchi stradali deriva, sia per il tratto in galleria sia per quello senza galleria, dal calo dei costi dei materiali (rispettivamente -1,3 e -1,9 punti percentuali).

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Architettura “verde”, in Uruguay lʼeco-scuola nata dal riciclo di pneumatici e lattine

Architettura “verde”, in Uruguay lʼeco-scuola nata dal riciclo di pneumatici e lattine

Posted on aprile 19, 2016 by in Marketing with no comments

La struttura, in fase di completamento, sorgerà nel villaggio di Jaureguiberry e sarà alimentata unicamente con energie rinnovabili.

Una scuola ecosostenibile al 100% nata dal riciclo di vecchi pneumatici, lattine e bottiglie. E’ il progetto realizzato dall’architetto Michael Reynolds che presto vedrà la luce a Jaureguiberry, un piccolo villaggio dell’Uruguay. La struttura verrà alimentata unicamente con energie rinnovabili e sarà autosufficiente dal punto di vista energetico. I lavori sono stati inaugurati il 1° febbraio 2016 e verranno ultimati in sole sette settimane grazie all’opera di 70 volontari.

Il progetto Una Escuela Sustenable intende offrire a un villaggio abitato da appena 500 persone a sperimentare la prima scuola sostenibile e autosufficiente del Sudamerica. E’ previsto anche un sistema di raccolta delle acque piovane per l’approvvigionamento idrico. L’edificio si estenderà per circa 270 metri quadri e ospiterà cento bambini ogni anno.

Il “motore”, di questa come di altre iniziative di bioedilizia, è un vero e proprio movimento sociale, quello delle Earthship Biotecture, conosciute anche come “le navi della terra”. Si tratta di abitazioni disposte nei posti più impervi del pianeta (ad esempio tra le dune del deserto), completamente ecosostenibili ed autosufficienti. L’importanza del riciclo dei rifiuti nella vita di tutti i giorni è da sempre uno dei principi essenziali dell’opera di Michael Reynolds, architetto famoso in tutto il mondo per realizzare edifici con le materie prime più disparate (terra, paglia, sabbia, legno), rifiuti e materiali riciclati di origine industriale.

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GLASSX  visivamente vetro, termicamente cemento

GLASSX visivamente vetro, termicamente cemento

Posted on aprile 18, 2016 by in Marketing with no comments

Il Materiale a cambiamento di fase (PCM) della facciata assorbe il calore eccessivo. L`energia viene assorbita e rilasciata durante le ore più fresche della notte. Allo stesso tempo queste mura trasparenti lasciano passare una piacevole luce naturale durante il giorno.

Nelle case passive GLASSX impedisce il surriscaldamento dell`edificio durante il periodo estivo. In inverno invece riduce i costi di riscaldamento e di illuminazione.

In combinazione con un impianto di climatizzazione GLASSX ne riduce la portata massima necessaria, riducendo così i costi dell`istallazione, di manutenzione e le spese energetiche.

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IDEA.NET – servizi integrati Ambiente-territorio

IDEA.NET – servizi integrati Ambiente-territorio

Posted on aprile 15, 2016 by in Marketing with no comments

Nasce IDEA.NET rete di imprese con soggetto giuridico che unisce le competenze professionali di Istituto Delta srl (www.istitutodelta.it), Delta Engineering Services srl e Enecor srl (www.enecor.srl). Il gruppo raccoglie oltre 20 professionisti con decennale esperienza nel settore della Valutazione del rischio ambientale, ingegneria ambientale e bonifiche siti inquinati. Le tre imprese ferraresi si prefiggono inoltre la partecipazione a progetti internazionali nel settore e programmi di ricerca.


BONUS CASA 2016

BONUS CASA 2016

Posted on aprile 13, 2016 by in Marketing with no comments

Attenzione: con la legge di stabilità 2016 (legge n. 208 del 28 dicembre 2015) sono state prorogate fino al 31 dicembre 2016 sia la detrazione fiscale del 65% per gli interventi di efficientamento energetico e di adeguamento antisismico degli edifici, sia la detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie. E’ prorogato fino al 31 dicembre 2016 anche il Bonus Mobili, cioè la detrazione del 50% su una spesa massima di 10mila euro per l’acquisto di mobili.

Chi sostiene spese per i lavori di ristrutturazione edilizia può fruire della detrazione d’imposta Irpef pari al 36%. Per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2016, la detrazione Irpef sale al 50%.

Una detrazione del 50% spetta anche sulle ulteriori spese sostenute, dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2016, per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.

La detrazione è, invece, pari al 65% delle spese effettuate, dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2016, per interventi di adozione di misure antisismiche su costruzioni adibite ad abitazione principale o ad attività produttive che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità.

Per le prestazioni di servizi relative agli interventi di recupero edilizio, di manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzati sugli immobili a prevalente destinazione abitativa privata, si applica l’aliquota Iva agevolata del 10%.

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Il tetto del mondo è ecologico

Il tetto del mondo è ecologico

Posted on aprile 11, 2016 by in Marketing with no comments

Shanghai Tower, il secondo grattacielo più alto del pianeta, ha ottenuto la certificazione energetica LEED Gold

E’ il secondo edificio più alto del mondo, ed è stato completato solo poche settimane fa: la Shanghai Tower svetta sullo skyline cinese con i suoi 632 metri di altezza e 120 piani abitabili, collocata tra altri due imponenti grattacieli, il Jin Mao Building e lo Shanghai World Financial Center. Insieme, i tre edifici hanno cambiato per sempre il panorama della metropoli cinese, ma alla Shanghai Tower va anche un altro merito: quello di aver letteralmente innalzato l’asticella della sostenibilità per un edificio tanto grande.
Il secondo grattacielo più alto del mondo (preceduto solo dal Burj Khalifa di Dubai) ha infatti ricevuto la certificazione LEED Gold, attestazione prestigiosa che testimonia l’efficienza energetica e l’impronta ecologica degli edifici. Il progetto della Shanghai Tower, concepito dallo studio di architettura californiano Gensler, è attualmente pronto per gli ultimi ritocchi e per l’ingresso dei residenti, ma le sue caratteristiche ecosostenibili sono già ben delineate. In generale, si stima che le strategie sostenibili adottate consentano una diminuzione dei consumi del 20% circa rispetto ai grattacieli tradizionali – se di ‘tradizione’ si può parlare visto la velocità evolutiva di questi giganti architettonici.
La forma attorcigliata e affusolata è stata pensata per minimizzare l’impatto dei venti (che a quell’altezza spirano potenti) e ridurre l’urto causato dai tifoni – soluzione testata in galleria del vento. La struttura è leggera, e l’acciaio risparmiato per costruirla in questo modo ha consentito una riduzione notevole dei costi e dei materiali. L’involucro dell’edificio è costituito da una doppia ‘pelle’ composta di lastre di vetro rinforzato di forme differenti: l’intercapedine che si viene a formare tra un rivestimento e l’altro garantisce un altissimo isolamento termico, sia nei mesi freddi che in quelli caldi. Inoltre, la facciata vetrata consente alla luce naturale di penetrare negli ambienti interni per molte ore al giorno, riducendo i futuri costi di illuminazione. L’energia per le luminarie esterne viene fornita dalle turbine eoliche inserite all’interno della facciata stessa. Dove possibile sono stati utilizzati materiali proveniente da riciclo, mentre il parapetto esterno funge anche da canalina che convoglia l’acqua piovana – riutilizzata per gli impianti.

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Se il capocantiere è un drone

Se il capocantiere è un drone

Posted on aprile 8, 2016 by in Marketing with no comments

Per costruire un palazzetto di basket, negli USA si utilizza un sistema che monitora l’andamento dei lavori tramite robot. Con qualche dubbio sulla privacy dei lavoratori.

È un drone a coordinare i lavori per la costruzione del nuovo stadio dei Sacramento Kings, squadra californiana di basket NBA. Il lavoro degli operai viene costantemente monitorato da droni aerei e da software che aggiornano automaticamente i progressi della struttura.
LAVORI SOTTO CONTROLLO. Una volta al giorno i droni sorvolano il sito e raccolgono riprese video, che vengono poi convertite in immagini tridimensionali. Queste vengono quindi analizzate da un software, che le compara con il progetto originale del palazzetto ed esegue controlli incrociati rispetto ai tempi di lavorazione previsti. Se una trave di sostegno è in ritardo sulla tabella di marcia, i manager del cantiere lo vengono a sapere in tempo reale dal monitor del loro computer.

PRO… Il sistema è stato sviluppato alla University of Illinois per cantieri complessi che possono presentare problemi, e in questo momento viene utilizzato anche in Giappone e in Arizona per grandi costruzioni. Il software sorveglia tutte le fasi dei lavori, dall’arrivo dei materiali all’edificazioni delle pareti: è un esempio di vigilanza tecnologica che permette alle imprese di mantenere un più stretto controllo su tutti i processi, compreso l’operato dei dipendenti.

…E CONTRO. Proprio questo è l’aspetto più controverso: un sistema del genere fa sorgere dubbi sulla protezione della privacy dei lavoratori e potrebbe costringerli a lavorare oltre le ore consentite. Un portavoce dell’organizzazione sindacale Laborer’s International Union of North America ha dichiarato che l’ente non era stato informato della cosa.

Uno degli autori del software, il professor Mani Golparvar-Fard, ammette che quello dell’invasività del sistema di sorveglianza può essere un tema delicato, ma aggiunge che lo scopo è offrire agli operai le risorse per essere più efficienti e che «sui cantieri ci sono sempre state telecamere e persone che osservano le operazioni».

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Sorpresa, l’Italia è prima per efficienza energetica

Sorpresa, l’Italia è prima per efficienza energetica

Posted on aprile 7, 2016 by in Marketing with no comments

Sorpresa: l’Italia è numero uno nella classifica dell’Efficienza Energetica Mondiale elaborata da Avvenia (www.avvenia.com), società leader nel settore.

La classifica di Avvenia prende in considerazione le 12 maggiori economie del mondo, che da sole costituiscono la metà dell’intera economia mondiale e che rappresentano il 65% del consumo globale di energia e il 60% delle emissioni di gas a effetto serra.

Sono inclusi nel ranking di Avvenia i Paesi con i maggiori Pil nominali espressi in miliardi di dollari: Stati Uniti (17.419), Cina (10.380), Giappone (4.616), Germania (3.860), Francia (2.945), Regno Unito (2.847), Brasile (2.353), Italia (2.148), Russia (2.097), India (1.841), Canada (1.821) e Australia (1.542).

Attraverso la valutazione dei risultati quantificabili nei tre settori chiave di ogni paese, ossia industria, trasporti ed edilizia, Avvenia ha valutato come e con quanta efficienza viene usata l’energia in ciascuno di questi dodici sistemi-Paese, prendendo in esame parametri quantificabili, quali ad esempio la quantità di energia consumata da un Paese in relazione al suo Pil, i consumi chilometrici medi per passeggero, l’energia consumata per metro quadrato di superficie degli edifici.

Tenendo conto di tutti e tre i settori chiave (industria, trasporti ed edilizia), la valutazione di Avvenia per l’efficienza energetica globale ha permesso di ottenere una classifica che vede l’Italia al primo posto, seguita da Germania e Regno Unito. Al quarto e quinto posto Francia e Giappone.

Nella graduatoria 2016 di Avvenia, l’Italia si posiziona al primo posto anche nella specifica graduatoria dell’industria e dei trasporti, mentre per l’efficienza energetica degli edifici è la Cina a occupare il primo posto.

Nel settore dell’industria, sul podio insieme all’Italia sono la Germania al secondo posto e l’Australia al terzo. Seguono a pari merito Francia, Spagna, Cina e Giappone. Nel settore dei trasporti, dopo l’Italia si posizionano invece Giappone e Regno Unito, rispettivamente al secondo e terzo posto. Seguono nella classifica a pari merito Francia e Germania. Per quanto riguarda infine il settore dell’edilizia, sul podio insieme alla Cina in posizioni più o meno pari si collocano Francia e Germania.

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Codice appalti, via libera del governo: «Stop gare con il massimo ribasso»

Codice appalti, via libera del governo: «Stop gare con il massimo ribasso»

Posted on aprile 6, 2016 by in Marketing with no comments

Via libera al nuovo Codice degli appalti, con il primario obiettivo della semplificazione della normativa, della trasparenza e della qualità. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato il nuovo testo, «una corposa riforma che mira a rendere il sistema lavori pubblici finalmente all’altezza di un grande paese europeo». Il nuovo Codice recepisce il vecchio e tre direttive europee e passa da oltre 600 articoli e 1.500 commi a 217 articoli. Al centro del nuovo testo anche norme sulla qualità del progetto che deve garantire la certezza dell’opera, i suoi tempi e costi.

«Basta alle gare al massimo ribasso, la scelta coniuga prezzo e qualità», ha sottolineato Delrio, illustrando le novità principali del nuovo codice degli appalti. «Il tema delle concessioni per la prima volta è stato normato per legge e si stabilisce che il rischio operativo deve essere in carico al privato che non deve essere in grado di rientrare negli investimenti. Lo Stato non è obbligato al riequilibrio per forza». «Sembra banale – ha aggiunto – ma è una rivoluzione».

Nel codice degli appalti «c’è la scelta di superare la legge obiettivo: basta con le procedure straordinarie, si applica la rivoluzione della normalità», ha sottolineato ancora il ministro. Nel provvedimento «si richiama molto a una buona programmazione, le opere sono scelte sulla base della loro utilità, vengono inserite sulla base degli strumenti di programmazione. È una scelta molto chiara e forte, siamo contenti», sottolinea il ministro delle Infrastrutture.

Altri punti importanti del decreto saranno una forte attenzione alla programmazione degli interventi e alla trasparenza delle gare anche tramite procedure informatiche, la riduzione delle stazioni appaltanti, la semplificazione delle procedure, il nuovo ruolo dell’Anac. Il testo dovrà ora raccogliere i pareri delle Commissioni parlamentari, del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata, per avere poi il via libero definitivo entro il 18 aprile, termine per recepire le indicazioni di Bruxelles.

Il nuovo codice «rappresenta una piccola rivoluzione copernicana nel sistema degli appalti nel nostro paese», ha detto il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, al convegno ‘La gestione del rischio nel settore delle costruzioni’ organizzati dal Settore costruzioni Aicq. «Da sola – continua Cantone – una legge non è in grado di risolvere i problemi e anche questa legge non avrà un effetto salvifico ma alcune novità la porta, anche nel provare a evitare uno dei rischi principale degli appalti, il rischio di corruzione».​

Ecco alcuni dei punti principali del codice 
CABINA DI REGIA: è l’Organo nazionale di riferimento per la cooperazione con la Commissione europea per quanto riguarda l’applicazione della normativa in materia di appalti pubblici e di concessioni.

OFFERTA ECONOMICAMENTE PIÙ VANTAGGIOSA: nel nuovo testo sarà abbandonato il criterio del massimo ribasso, resterà solo per le gare di importo più basso, in favore dell’offerta economica più vantaggiosa che permette di valutare anche la qualità dell’offerta e le garanzie offerte in termini sociali e ambientali.

PROGETTAZIONE: assume un ruolo fondamentale e si articola in tre livelli: progetto di fattibilità, progetto definitivo e progetto esecutivo. Questo dovrebbe limitare il numero di varianti di progetti e l’aumento di costi e tempi.

RUOLO ANAC: All’Autorità è affidato un ruolo centrale nella riforma con funzioni di controllo, monitoraggio ed anche capacità sanzionatorie nonchè di adozione di atti di indirizzo quali linee guida, bandi e contratti tipo.

PUNTI CONTROVERSI: nelle bozze del testo sono presenti alcuni punti che preoccupano le parti sociali. I sindacati sono infatti sul piede di guerra per la norma che limita al 20% gli affidamenti in house per le concessioni autostradali, affermando che c’è il rischio di perdere 2 mila posti di lavoro, e hanno indetto uno sciopero per l’11 marzo. Dal punto di vista delle associazioni di categoria invece l’Ance, tramite il presidente Claudio De Albertis, indica come criticità la mancanza di una qualificazione unica tramite Soa obbligatoria per le gare sopra i 150 mila euro e non il milione di euro, il pagamento diretto ai sub-appaltatori e la mancanza di un sistema anti-turbativa per le gare sotto soglia. Per gli ingegneri, per bocca del Presidente di Fondazione Inarcassa Andrea Tomasi, invece «la  entralità del progetto, espressamente valorizzata nella legge di delega, non ha trovato adeguato sviluppo nel codice». Mentre l’Oice, l’associazione delle società di architettura e ingegneria, invita a fare molta attenzione «alla disciplina transitoria che, se applicata male, rischia di bloccare il settore».

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Architetture in bilico. Tra Pisa e “Ginger&Fred” molte gemme da scoprire

Architetture in bilico. Tra Pisa e “Ginger&Fred” molte gemme da scoprire

Posted on aprile 5, 2016 by in Marketing with no comments
In bilico, storti e contro ogni legge della fisica: gli edifici e i monumenti pendenti sono ovunque nel mondo. Scopriamoli. Dove si trova, ad esempio, la casa inclinata più vecchia del mondo? Qual è il motivo per il quale ad Amsterdam le case sono tutte storte? E perché poi, non decidere di volare nel Regno unito per immergersi in un paese interamente in bilico. Insomma, dall’Italia all’Europa e fino al Canada, c’è da mettersi comodi, gustarsi le suggestive foto e lasciarsi ispirare per il prossimo viaggio.
Lo studio della gravità e dell’inclinazione hanno sempre affascinato gli architetti di ogni secolo. E in Italia, c’è da dirlo, sembra si siano sbizzarriti più che negli altri paesi. Ebbene sì, appena parliamo di edifici storti pensiamo subito alla famosissima torre di Pisa, ma l’elenco è lungo. Skyscanner.it, ha stilato un elenco di 15 edifici che con la loro forma inconsueta restituiscono alle città quel tocco di particolarità e di stravaganza in più. Alcuni sono stati costruiti volutamente storti da architetti, ma altri ancora lo sono diventati nel tempo a causa del cedimento del terreno e delle fondamenta. In entrambi i casi, è affascinante fotografare e ammirare l’equilibrio che questi edifici hanno raggiunto con ciò che li circonda.

Torre di Pisa, Italia. Cominciamo questo tour ideale degli edifici storti partendo dalla struttura inclinata per antonomasia. Cinquantasei metri, otto piani e sette campane formano il simbolo per eccellenza dell’arte e cultura italiana: la Torre pendente o Torre di Pisa che si trova nella bellissima Piazza dei Miracoli. Costruita nel 1173 e completata nel 1350, poggia su un terreno argilloso e sabbioso. Infatti, ha cominciato presto ad inclinarsi fin dall’edificazione del terzo piano. I piani successivi sono stati costruiti con una curvatura in senso opposto alla pendenza. Oggi, la foto mentre si fa finta di sorreggere la torre con le mani è d’obbligo per ogni turista.

Casa Storta di Sopot, Polonia. Basta dell’acqua e una passeggiata lungo la via principale di Sopot, in Polonia, per sentirsi ubriachi davanti a Krzywy Domek. Chiamata la Casa Storta di Sopot, è un centro commerciale dall’architettura particolare e bizzarra. Progettata dagli architetti Szoty?scy & Zaleski, l’edificio ha una struttura insolita che ricorda le costruzioni surreali di Gaudì. All’esterno riproduce l’illusione ottica di uno specchio deformante e all’interno è un centro commerciale con negozi e ristoranti che di sera lasciano spazio a una delle discoteche più famose della zona.

Casa Pendente, Bomarzo, Italia. Bomarzo ospita il parco più suggestivo d’Italia. Si trova in provincia di Viterbo ed è un mix tra mitologia e fantasia. E la Casa Pendente è una delle maggiori attrattive del Parco dei Mostri. Un piccolo edificio costruito su un masso inclinato e pendente in cui gli interni sono in senso opposto rispetto all’esterno. Un’imperdibile esperienza assolutamente da provare, che produrrà un senso di smarrimento e nausea.

Palazzo dell’Orologio, Pisa, Italia. Torniamo qui, a Pisa, una città ricca di edifici pendenti. Oltre alla torre, anche il Palazzo dell’Orologio. La sua particolare architettura è frutto della fusione di due torri medioevali: torre della Muda e della Fame. Osservando la struttura da Piazza dei Cavalieri, si può notare come entrambi le torri pendono l’uno verso l’altro, spostando l’attenzione verso la parte centrale: l’orologio.

Rennes, Francia. Cambiamo paese. Rennes, capoluogo della regione Bretagna, è una città viva e molto bella da visitare a piedi. Il borgo antico è caratterizzato dalle tipiche casette a graticcio, create con le intelaiature in legno collegate tra di loro in diverse posizioni. Camminando verso piazza Du Champ Jaquet è impossibile non restare affascinati da case storte e senza tempo.

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Vitré, Francia

Campanile di San Pietro di Castello, Venezia, Italia. Torniamo in Italia, ma spostiamoci più a nord, a Venezia. Questa bellissima città ha uno skyline particolare dovuto ai suoi tre famosi campanili pendenti. Il meno pendente è il Campanile di San Pietro di Castello, situato all’estremità nord-orientale della città di Venezia (nell’isola di S. Pietro), che cattura lo sguardo con la sua struttura massiccia in pietra d’istria che risale al 1463. A causa di un fulmine, diciannove anni dopo, è stato ricostruito, ma oggi è storto per via del cedimento del terreno sottostante fangoso e morbido.

Campanile di San Giorgio dei Greci, Venezia, Italia. Invece, a pochi metri da piazza San Marco, si trova il secondo campanile pendente di Venezia: il Campanile di San Giorgio dei Greci. Affianca una delle chiese ortodosse più belle al mondo, ma poco si sa del suo passato.

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Lavenham, Regno Unito

Torre degli Asinelli, Bologna, Italia. Anche la città di Bologna vanta di due torre gentilizie pendenti: l’Asinelli e la Garisenda. Se in passato proteggevano la città, oggi indicano l’inizio del borgo antico e suscitano interesse per l’equilibrio raggiunto: entrambe pendenti su lati opposti. In tanti hanno scommesso sul loro cedimento ma sembrano resistere a tutto.

Villaggio di Lavenham, Suffolk, Regno Unito. Per chi vuole provare la sensazione di essere sul set cinematografico di un film ambientato in un borgo medioevale del Nord Europa, Lavenham è il luogo ideale. Questo piccolo villaggio della provincia di Suffolk è caratterizzato da una serie di case a graticcio, colorate e soprattutto quasi tutte storte. Fulcro di una fiorente produzione della lana, nel Quattrocento, il borgo cominciò a crescere in poco tempo e furono costruite case con legna verde che quando si essiccò cominciò a torcersi. Le case non sono state più ricostruite perché il mercato della stoffa cambiò rapidamente e gli abitanti, intanto, si erano impoveriti. Oggi Lavenham è una delle attrazioni turistiche ricercate dai più curiosi.

Edifici di Amsterdam, Olanda. Edifici alti, stretti e con la facciata inclinata rendono speciali le case di Amsterdam. La loro struttura pendente si deve al vecchio sistema di tassazione sulla casa. Infatti, più era larga la facciata e più si pagava, ecco perché queste case sono tutte strette e con scale ripide e tortuose: per ridurre i costi. In questo modo, però, era quasi impossibile fare i traslochi. Di qui l’idea di costruire dei montacarichi sulle facciate per sollevare il mobilio con una carrucola. Ecco svelato il mito delle case inclinate di Amsterdam.

Dancing House, Praga, Repubblica Ceca. La Dancing House è un edificio alquanto stravagante che riesce sempre a catturare lo sguardo di chi passeggia per Praga lungo il fiume Moldova. Simbolo d’innovazione e modernità, è anche chiamato Fred and Ginger perché ricorda la coppia dei famosi ballerini. La torre di pietra è il ballerino, mentre la torre di vetro pendente rappresenta la sua partner. Un edificio circondato da palazzi dallo stile Neo-Barocco, Neogotico e Art Nouveau che si riscatta dal suo passato e invita tutti a osare.

Crooked House of Windsor, Regno Unito. Per chi vuole vedere la casa inclinata più vecchia del mondo, che resite da più di quattrocento anni, deve raggiungere Windsor in Inghilterra. In un angolo ormai storico, c’è la Crooked House of Windsor. Una storia curiosa avvolge questo palazzo costruito nel 1592 col nome di Market Cross House e abbattuto nel 1687 per far posto al municipio. A causa di una disputa sulla proprietà terriera, il tribunale decise di far ricostruire il palazzo a spese di chi l’aveva abbattuto. Quest’ultimo per vendicarsi utilizzò un legno non stagionato che nel tempo si è storto.

Architetture in bilico. Tra Pisa e "Ginger&Fred" molte gemme da scoprire

Market Cross House, High Street, Windsor, UK


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